Lettera aperta a un editore in risposta a una proposta di contratto

Spettabile Giovane Holden Edizioni,
la mia risposta è NO.
So benissimo che il mio testo è valido e che meriterebbe una pubblicazione, ma non sarà con voi.
Vi ringrazio per averlo notato (sperando che lo abbiate realmente letto) e per non averlo fatto arrivare sul tavolo della Giuria della prima edizione del Premio Nazionale Bukowski. Non mi interessava arrivare tra i finalisti, mi sarebbe bastato essere letta da qualcuno degli illustri giurati, i quali hanno avuto a che fare con lavori (a loro detta) anche di scarso valore.

Un concorso per romanzi inediti prevede che essi non abbiano fatto ancora alcun editing, lavoro che per sua natura viene svolto in vista di una pubblicazione. Ho avuto la fortuna e l’onore di lavorare alcuni mesi con persone molto importanti nel panorama letterario italiano che mi hanno ben spiegato i meccanismi e il funzionamento della valutazione dei testi in seno alle commissioni di premi letterari di un certo livello. I vincitori non hanno mai testi perfetti o già editati, hanno lavori potenzialmente validi, linguisticamente e stilisticamente degni di rilevanza. Esattamente come il mio “Elefante di cristallo”. Testo valido al quale (essendo inedito) manca soltanto la revisione dell’editor. Non è una giustificazione valida per non aver superato una preselezione (effettuata da una commissione non meglio specificata nel bando di concorso) ma aver tuttavia meritato gli elogi e le adulazioni di una proposta editoriale a contribuzione in quanto testo degno di nota e segnalato a uno dei vostri editor.

Non sono più a quel livello di vanità che mi spinge a sentirmi lusingata.
Ho anni di lavoro alle spalle, lavoro serio e studio serio. Di sacrifici e anche di veleni. Ho un buon numero di lettori e anche di recensioni tutte favorevoli. E sono tutte di persone che non conosco.
Ho all’attivo due pubblicazioni di cui una di successo. Anche se in autopubblicazione, ha avuto un piazzamento di notevole riguardo in un premio letterario internazionale. Unico lavoro autoprodotto vicino a nomi di case editrici di rilievo (Bompiani, Rizzoli ecc.).
Con tutta l’umiltà del mondo: NO.
Piuttosto continuo a ballare da sola, ma un contratto che mi adula dopo avermi scartata preferisco non accettarlo. Così, un po’ per principio, un po’ per tigna.
E soprattutto per un infinito amor proprio.

Grazie.

Flavia Basile Giacomini
foglio_accartocciato

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3 risposte a Lettera aperta a un editore in risposta a una proposta di contratto

  1. agores57 ha detto:

    Sei grande 😉

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