Prendiamola a ridere.

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Rispondo pubblicamente a una scheda critica anonima, ricevuta a seguito di un Premio Letterario, e stilata da un unico e solo redattore, con toni irrisori, mortificanti, saccenti (di cui risponde in qualità di supervisore tutto lo staff della più nota casa editrice organizzatrice, Delos Books, con lettera introduttiva simil vaselina). Lascerò cadere il fatto che il lettore non abbia colto né la tematica trattata, di cui evidentemente non conosce affatto l’argomento, se non da una visione fugace di qualche horror molto famoso, né tantomeno le dinamiche che universalmente muovono quello che i babbani chiamano comunemente “innamoramento”. Non replicherò alle accuse di scarsa padronanza linguistico stilistica, perché la scheda non è firmata e non sia mai mi trovassi il mio ex professore di semiotica Umberto Eco, dovrei fare ammenda pubblica. Perciò…prendiamola a ridere!

Signor Anonimo,
La ringrazio tanto per la Sua pregevole critica.
Ho corretto il refuso “gli” al posto di “li”, come mi suggerisce e anche il correttore automatico di Word mi ha spernacchiata quando ho umilmente corretto quell’unico errore, che giuro era una g sfuggita (a nessuno sarebbe mai potuto venire in mente!), ma credo proprio che in quattrocento pagine di testo essa gridasse “ignorante, ignorante!”.
Sebbene la sua critica sia in totale disaccordo con la recensione di Margareth Windorby apparsa sul settimanale letterario “Happy crochet and cooking”, colgo il punto della sua disamina.
L’idea è volutamente banale, sa ho bisogno di mangiare e ho notato quanto sia assurdo arrovellarsi nel cercare l’originalità, quando poi certi bestseller risultino delle spatolate di sterco.
Sulla confusione non saprei dirLe. Non pensavo l’analfabetismo funzionale arrivasse a questo punto. Per quello ho pensato di alleggerire le pagine “difficili”, ma comprensibili anche nella traduzione inglese apparsa su “Happy crochet and cooking”, a pagine “facili” su quanto lui veda bella lei e viceversa. Poesia per donnucce innamorate, ultimamente vende parecchio sa? L’amore è il fantasy più fantasy che mi sia venuto in mente. Oltre ogni possibile credibilità a quanto pare.
Sulla “presenza di aspetti inverosimili” devo dire che sono basita. È un Fantasy, per Diana! E i personaggi, mi sembrava chiaro, NON sono particolarmente lineari.
Ora, io non so come sia Lei di persona, ma Le assicuro che ho visto cose che voi umani non potete immaginare:“in più, l’attrazione che questa donna prova per un uomo aggressivo e con atteggiamenti da folle stalker è irreale”. È irreale, signor Anonimo? Lei legge la cronaca o si ferma alla sola visione dell’Esorcista? Perché sarebbe comprensibile. A volte il nostro duro lavoro ci assorbe completamente e spesso, per compierlo, ci creiamo un mondo parallelo in cui accadono solo cose verosimili, ma non vere. E se Lei lavora nel Fantasy, mi sembra che si sia più preoccupato della verosimiglianza che del vero!
Ma non si preoccupi, esca di più dallo studio e si confronti col mondo, che Le può far bene! Sapesse quanto fantasy c’è nella nostra realtà quotidiana!
Nel mentre Lei disaminava il mio testo, comunque, provvedevo già a modificarlo, conscia di esser stata un po’ impulsiva nell’inviarlo a questo pregiatissimo concorso.
E ho apportato alcune modifiche che qui Le espongo.
Nella nuova versione ho spostato la vicenda a Civitella di Romagna, luogo della mia infanzia. Una vera e propria metropoli, nel mio cuore! È che il prefisso di Civitella di Romagna è identico a quello di Boston…Le strane combinazioni demoniache della vita! Le dicevo, io adoro Civitella di Romagna, ma non credevo potesse andar bene accomunato a nomi anglofoni fino a ieri mattina. Ieri mattina, infatti, mi ha chiamato Brian Zecchini, nipote della signora Ornella Zecchini, proprietaria del Bar Sport di Civitella. Mi invitava a presentare il romanzo al circolo “Bocce e affini” di via Carlo Marx, con la cortese partecipazione in qualità di sponsor della salumeria Neroni.
La fidanzata di Brian, Sarah Con L’Acca Ferrucci, è la direttrice del circolo e ha trovato così tante somiglianze tra le descrizioni del romanzo con la topografia di Civitella, che le sembrava carino omaggiare il comune con la presentazione del mio libro.
Quindi la versione successiva, per sua enorme soddisfazione, sarà ambientata in Romagna, e non si preoccupi per i nomi anglofoni: in quelle terre sono molto diffusi!
Come vede, si tratta di modifiche strutturali che qui Le elenco a grandi linee.
Nella sua disamina mi pone una serie infinita di domande, la cui risposta potrà trovarla rileggendo il testo per intero, senza farlo a pagine alterne o con il riassunto automatico di Word o di qualche altra diavoleria informatica che le ha descritto come traditore un angelo ripetutamente dichiarato come prigioniero e come tema principale quello della guerra apocalittica tra Bene e Male, quando in realtà tratta dell’ambivalenza tra sacro e profano, tra amore ed eros, tra umanità e trascendenza.
Ho pensato anche di cogliere il suo suggerimento di far combattere gli angeli con superpoteri non meglio descritti e togliere loro improbabili armi già sfruttate da tanta folle iconografia antica sacra.
A una domanda che mi pone, però, vorrei rispondere per toglierle questo terribile dubbio che sono sicura stia tormentando il suo sonno.
“Nonostante siano già amanti la donna si vergogna a farsi vedere nuda”, signor Anonimo, la donna lo fa soltanto dopo il loro primo amplesso, un gesto spontaneo e teneramente femminile (si tira su il lenzuolo) che per suo disgusto io ancora tendo a fare anche dopo vent’anni di matrimonio. Non mi sembrava proprio che un lenzuolo per coprirsi potesse essere considerato uno slittamento di trama, ma la mia ingenuità non ha calcolato le fruste, le corde, le manette ultimamente molto di moda.
Ma sono sicura che la prossima volta troverà il testo di suo gusto. La ringrazio ancora per l’utilissima recensione e Le auguro di uscire di casa e svagarsi un po’, cercando di stemperare tutta l’acredine che la lettura del mio testo Le ha procurato.
Dopo la pubblicazione di questa follia di romanzo, il mio terzo a dire il vero (sciocchi, sciocchi il mio migliaio di lettori!), seguendo il suo suggerimento subliminale proverò a dedicarmi alla terra, come dovrebbero fare anche molti altri che come me ambiscono a qualcosa di proibito come la nobile ars litteraria.
Cordialmente,
Flaviah Con L’Acca Basileh Giacominih di Boston, ma con parenti a Civitella di Romagna.

(Ringrazio per questo testo anche un ghost writer che mi ha sapientemente affiancato, traendo spunti di grande ilarità dalla sua acuta analisi del testo).

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3 risposte a Prendiamola a ridere.

  1. Catia ha detto:

    sei eccezionale, continua a scrivergli, mi sto tanto appassionando alla storia! Flavia anche in questa lettera hai creato…arte. TI prego continua, bravaaaaa!!!!!

  2. Fabio Pinna ha detto:

    Non ti ho mai letto perciò non posso esprimere giudizi sulla tua scrittura. Posso solo confermarti che criticare (con l´intento più o meno cosciente di mortificare) é molto più facile che fare. Come dire stupidaggini é ancora più facile che argomentarle. Direi di passarci sopra delicatamente come fa un treno. Flavia, Flaviah.

  3. ilariuccia1 ha detto:

    Quanto è vero: Boston e Civitella di Romagna sono praticamente città gemelle.
    Sarebbe da proporre un gemellaggio, visto che al momento non è gemellata con nessuna città! 🙂
    Complimenti per la lettera
    e un grazie per avermi citata.
    Firmato
    Sarah Con L’Acca Ferrucci,
    direttrice del circolo “Bocce e affini”
    di Via Carlo Marx 27
    47012
    Civitella di Romagna
    Forlì-Cesena
    😀

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