È così che si uccide (Longanesi) – di Mirko Zilahy


Dalla prima riga prende vita una narrazione sublime che porta il lettore al centro di una Roma cupa e realistica. La scrittura, simile a un’opera lirica, è un crescendo di situazioni emotive che si tendono sempre di più fino a quando il lettore non può più farne a meno. Ancora una riga, una pagina, un capitolo. Il viaggio dell’eroe Mancini nella mente del killer e nei propri tormenti interiori sono la chiave di lettura di questo thriller dalle tinte grigio scuro. La crudezza dell’assassino non è che la sua anima spogliata della speranza, il dolore la sua via di redenzione. Si scava a fondo fino al centro più nascosto delle nostre paure, lì dove il bene e il male sono separati da una infinitamente labile linea di confine, lì dove il Male diviene indispensabile al Bene. Ritmo, stile, scelte lessicali in un concerto acuto e tagliente come un bisturi. È così che si scrive.

Flavia Basile Giacomini

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